Il Ritratto (1680-1750)

Il Ritratto. Formule d’obbligo, fortuna di modelli, affermazione di nuovi orientamenti nella narrazione identitaria e nella cultura di rappresentazione di figure, di luoghi, di contesti.
Il tema del Ritratto (come genere, prodotto, allegoria, testimonianza, memoria) affrontato secondo direzioni diverse e applicato a vari ambiti disciplinari legati alla cultura storica,

politica, filosofica, musicale, letteraria, storico artistica e storico architettonica, anche nelle declinazioni della storia del collezionismo, della museologia, della letteratura artistica e della trattatistica.
Il progetto di ricerca, inedito e originale, è compreso nella cronologia che va dal 1680 al 1750; la trattazione è diacronica o sincronica a seconda delle esigenze scientifiche poste dalla ricerca stessa.

Scadenza 16/07/2017 – Bando CHIUSO
Ricerche concluse
La borsa ha durata di un anno, a decorrere dal 1° gennaio 2018.

Per maggiori informazioni sul testo del bando si rimanda al sito web della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo.

Chiara Carpentieri

Progetto di ricerca
Il ritratto scultoreo a Roma nel primo Settecento. L’esperienza dei pensionnaires du Roi (Edme Bouchardon, Lambert Sigisbert Adam e Michelange Slodtz) e la produzione romana contemporanea

Tutor: Cristiano Giometti

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Pasquale Focarile

Allestimenti di ritratti e narrative storico genealogiche nei palazzi fiorentini, ca. 1650-1750

Tutor: Cinzia M. Sicca

Il volume offre un’indagine del tutto inedita sulla ritrattistica Toscana nel periodo indicato. Centrato sulla categoria dei “ritratti di famiglia” – ossia quelle effigi presentate come immagini di antenati, consanguinei e parenti – esso analizza i ritratti negli spazi domestici dell’esposizione e descrive la formazione ed evoluzione di allestimenti pensati appositamente per narrare la storia genealogica, sociale e politica delle famiglie.

Dopo l’istituzione del ducato, poi granducato Mediceo, gli eredi dell’antica oligarchia mercantile toscana persero gli spazi di potere concessi dalle istituzioni repubblicane, sull’occupazione dei quali si era costruita la “nobiltà civile”. Essi furono così costretti a riscrivere la propria storia, cercando nel passato patenti di nobiltà capaci di sostenere la riconversione in nobiltà di uno stato principesco. L’esposizione dei ritratti di famiglia fu concepita come una forma di narrazione, risultante dalle microstorie inscritte in ciascun ritratto e dalla composizione delle stesse attraverso l’accostamento di più ritratti e altri oggetti, per rispondere all’urgenza “politica” di legittimazione e celebrazione dello status nobiliare.

L’analisi formale e stilistica; la ricostruzione delle vicende mecenatistiche e collezionistiche di un cospicuo numero di ritratti si intreccia nel volume con la ricostruzione documentale degli allestimenti (basata essenzialmente sugli inventari), portando alla luce le storie che gli esponenti del patriziato fiorentino offrirono ai visitatori delle proprie abitazioni.

La descrizione dell’identità nobiliare è un argomento portante della ricerca e ciò fornisce un contributo nuovo all’indagine sulla posizione assunta dai fiorentini nel dibattito ideologico sul concetto di nobiltà, attraverso una lente non ancora utilizzata dalla storiografia politica e delle idee: i ritratti. Al centro rimangono comunque i ritratti come oggetti d’arte e la lettura politica vale come strumento per interpretare l’evoluzione della ritrattistica, consentendo di valutare tutte le forme in cui l’urgenza politica della rappresentazione impattò sulla produzione e sull’esposizione dei ritratti: dalla selezione delle categorie sociali degne di presentazione all’elaborazione di schemi iconografici o veri e propri generi per la rappresentazione delle stesse; dalle caratteristiche formali degli oggetti (dimensioni, cornici, ecc.) alle soluzioni della presentazione e dell’allestimento.

Il volume è pubblicato nella collana Alti Studi sull’Età e la Cultura del Barocco della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo.

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Ludovic Jouvet

Progetto di ricerca
Ritrarre la storia nazionale: l’arte del ritratto e della storia in medaglia nell’Europa barocca (1700-1750)

Tutor: Lucia Simonato

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Fleur Marcais

Progetto di ricerca
« Pour la perfection de l’ouvrage… ». Il ritratto al servizio del metodo antiquario nei’ Monumens de la Monarchie Françoise’ (1729-1733) di Bernard de Montfaucon

Tutor: Alain Schnapp

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Pietro Giulio Riga

L’elogio del Principe. Ritratti letterari di Eugenio di Savoia-Soissons

Tutor: Beatrice Alfonzetti

Il volume sottopone a una disamina storico-letteraria un corpus di testi pubblicati in Italia nel Settecento (biografie, antologie poetiche, orazioni, panegirici, testi teatrali e paratesti introduttivi) che hanno celebrato da varie angolature Eugenio di Savoia-Soissons (Parigi 1663 – Vienna 1736), condottiero di origini italiane, appartenente a un ramo secondario di Casa Savoia, che militò al servizio degli Asburgo d’Austria.

Prendendo le mosse da una bibliografia critica ampia e interdisciplinare, si è offerta un’analisi comparativa di testi concepiti in diversi contesti geo-culturali, esaminando le modalità di celebrazione del principe sabaudo, allo scopo di rilevarne le peculiarità e le rispettive differenze d’impianto ideologico, politico, tematico e formale. Questa prospettiva di lavoro ha consentito di individuare le caratteristiche della mitizzazione cui fu sottoposto la figura storica di Eugenio, all’interno di un codice eroico ed encomiastico che attinse dai grandi repertori della tradizione retorica (la storia antica, la Bibbia, le favole mitologiche, l’epos dinastico, ecc.). Al pari dell’opera di pittori e scultori, i componimenti in versi, le prose biografiche e apologetiche, le orazioni funebri e i testi teatrali fecero della vita e delle azioni del principe un modello di virtù eroica e politica. Riflettendo le speranze degli intellettuali italiani durante la guerra di Successione spagnola (durante la quale Eugenio comandò le truppe austriache in Italia) e la conseguente dominazione asburgica in Italia settentrionale e nel Regno di Napoli, Eugenio di Savoia divenne il protagonista di testi declinati ora in funzione religiosa, ora in funzione filoimperiale, ora in funzione dinastica e “nazionale”. Al contempo, le opere prese in esame hanno posto in luce l’alta vocazione culturale del principe, testimoniata dalla ricchissima collezione di dipinti e di libri manoscritti e a stampa riunita nelle sue dimore viennesi e oggi conservata in larga parte nella Galleria Sabauda di Torino e nella Biblioteca Nazionale Austriaca.

Il volume è pubblicato nella collana Alti Studi sull’Età e la Cultura del Barocco della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo.

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Jacob Van Schuppen, Ritratto equestre del principe Eugenio (1718), olio su tela, Torino, Galleria Sabauda

Augusto Russo

Progetto di ricerca
Committenza, potere e artisti in posa. Storie di ritratti a Napoli tra Seicento e Settecento (1680-1750)

Tutor: Francesco Caglioti

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