Borsista 2019

Antonio Iommelli (Napoli 1985), laureato in storia dell’arte presso la Federico II di Napoli (2007), ha continuato gli studi alla Sapienza di Roma, conseguendo con lode la laurea specialistica (2009) con una tesi sul mecenatismo in età barocca della famiglia Gaetani dell’Aquila d’Aragona.

Socio di Coopculture (2009-15), si è occupato di didattica presso i siti della Soprintendenza Archeologica di Roma e le sedi istituzionali dei Musei Capitolini, Scuderie del Quirinale e Palazzo delle Esposizioni. Vincitore di una borsa di studio bandita da Fondazione Roma (2011), ha frequentato il master in Management delle risorse artistiche e culturali alla IULM.

Già tirocinante presso l’Ufficio Mostre della Soprintendenza di Roma e Italia Nostra, si è specializzato con lode alla Sapienza di Roma (2013) approfondendo la produzione artistica barocca degli argentieri romani. Ottenuto il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Roma (2015), ha vinto con borsa il dottorato di ricerca presso l’Università Roma Tre (2015-18), conseguendo il titolo (2019) con una tesi sul pittore Luigi Scaramuccia (1616-1680).

Iscritto al tribunale come perito d’arte, è consulente per musei, case d’aste, galleristi e collezionisti. È inoltre membro del RAHN, editor dell’Enciclopedia Treccani e agente commerciale de «Il Giornale dell’Arte». I suoi studi, pubblicati su importanti riviste, indagano la produzione artistica tra Roma e Napoli in età moderna, il rapporto tra committenti e artisti, il collezionismo e la circolazione di modelli tra centro e periferia.

Nel 2019 è risultato vincitore della Borsa di Alti Studi sul Barocco della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo con una ricerca sul tema “Un suddito sabaudo all’ombra dei Barberini: il cardinale Francesco Adriano Ceva (1585 – 1655) e la nazionalità piemontese a Roma nella prima metà del XVII secolo”.

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